(Composta dopo aver fatto due concerti all’interno dei carceri di Massa e La Spezia)

 

Camminando per le strade

davanti a una caserma mi sento chiamare

era un piccolo giglio

che con voce fioca mi chiese di fermare

Mi dice che in quel posto

non vuole sbocciare e con timidezza

chiede se posso di condurlo

in un altro luogo dove portar bellezza

Allora lo prendo tra le mani

e ci incamminiamo parlando alla leggera

quando dopo poco tempo

mi chiese di fermarmi davanti a una galera

C’era un piccolo cortile

senza neanche un fiore in quella terra dura

e quel giglio impertinente

mi chiese di piantarlo in quella radura

Giglio che cosa mi chiedi

non avrai nessuno con cui poter parlare

fammi trovare un’altro posto

pieno di colori in cui potrai sbocciare

Dal bocciolo ancora chiuso

il piccolo giglio mi dice in verità

di volere adornare

con il suo colore l’agognata libertà

E fu col primo carcerato

che uscì dalla porta con i suoi occhi stanchi

che quel giglio impertinente

decise di dischiudere i suoi petali bianchi.

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